Unità d’Italia e partecipazione

Il 17 marzo si celebra l’Unità d’Italia. Un evento vecchio di 155 anni, ormai, eppure interessante e di particolare attualità.

Perché, ho chiesto ai miei allievi, tanti anni fa molti giovani hanno lottato e sacrificato la loro vita per sentirsi parte di uno stato unico e unito? E perché ogni anno sentiamo il bisogno di celebrare questo evento? Nostalgia retorica? Ha senso parlare di Unità quando, dopo un secolo e mezzo, stiamo assistendo al fallimento dell’idea di un’Europa Unita, di un’Europa senza confini?

Io credo che i sentimenti di cittadinanza e di partecipazione siano la somma di tanti piccoli gesti. I ragazzi e le ragazze che sono stati eletti nel CCR (Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze) si occupano dei problemi dei loro coetanei  e li presentano all’Amministrazione Comunale. Imparano, nel loro piccolo, a partecipare alla vita sociale e rappresentano per l’intera città un momento di purezza dei valori nei quali credono e nella partecipazione disinteressata e altruista.

La stessa purezza per la quale hanno lottato i nostri padri, per la quale hanno ingaggiato battaglie e sacrificato vite. Il “Canto degli Italiani” del giovane Mameli recita così “Uniamoci, amiamoci/L’unione e l’amore/Rivelano ai Popoli/Le vie del Signor”. La grande forza di queste parole non ha perso nessuno smalto in un secolo e mezzo: è attuale e incredibilmente necessario in un momento storico in cui una parte del nostro pianeta fugge da guerre assurde e bussa alle porte chiuse di un’Europa in difficoltà.

Il nostro CCR, il coro Come Together, la classe Prima A hanno rappresentato tutti i giovani di Mogliano che credono nella partecipazione e nei valori delle cittadinanza.

 

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