Festa della Repubblica – le canzoni

Cantare l’inno d’Italia non basta a farci sentire italiani e democratici. La Res Publica richiede partecipazione convinta e attivismo.

festaRepubblica---1giu16-04wSotto la bandiera italiana si sono radunati tanti ragazzi e attraverso canzoni e riflessioni hanno lasciato il loro messaggio all’Amministrazione, ai politici. Gli allievi della scuola media hanno intonato un vecchio canto, “Mamma mia dammi cento lire“, il cui testo è stato contestualizzato per affiancare al dramma dell’emigrazione italiana dei primi anni del secolo scorso quello attuale, quello che affoga migliaia di persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente nel nostro Mediterraneo.

La seconda canzone, “Il cammello e il dromedario“, sottolinea la sconsiderata bramosia dei ricchi che condanna milioni di esseri umani alla povertà, alla disperazione, alla guerra. Una canzone che punta il dito contro gli affari mafiosi, contro la criminalità che si nasconde dietro i colletti bianchi dell’economia, contro la corruzione che insidia le nostre istituzioni e il nostro governo.festaRepubblica---1giu16-08w

Non abbiamo voluto, con questi due brani, mettere in soffitta gli inni con cui abbiamo accompagnato, in questi anni, la Festa della Repubblica. Semplicemente non vogliamo dimenticare il presente, non vogliamo avere la testa girata all’indietro. i valori della solidarietà, dell’accettazione, della condivisione, da sempre hanno creato la base della convivenza civile.

Ecco il testo di Mamma mia dammi cento lire, così come abbiamo voluto cantarlo.

Mamma mia dammi cento lire
che in America voglio andar …!
Mamma mia dammi cento lire
che in America voglio andar …!

Cento euro io te li do
In Europa tu devi andar!
Cento euro io te li do
Dalla guerra ti salverò!

I suoi fratelli alla finestra,
mamma mia lassela andar.
I suoi fratelli alla finestra,
mamma mia lassela andar.

Almeno uno dei miei figli
In Europa si può salvar!
Almeno uno dei miei figli
Un futuro potrà sperar!

Quando furono in mezzo al mare
il bastimento si sprofondò.
Quando furono in mezzo al mare
il bastimento si sprofondò.

Un gommone sgangherato
Ora giace in fondo al mar.
Sono tanti i bambini
Che ora dormono in fondo al mar.

Il mio sangue è rosso e fino,
i pesci del mare lo beveran.
I bambini in fondo al mare
Un futuro mai lo vedran.

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