Festa della Repubblica – Le riflessioni di Alberto

Riflessioni sulla festa della Repubblica

di Alberto Brollo

Il 2 Giugno 1946 l’Italia si ritrovò a dover scegliere tra monarchia e repubblica con un referendum indetto poco dopo il termine della guerra. A 70 anni di distanza, raccogliamo l’eredità della scelta fatta allora da 12 milioni di italiani.

La giovane repubblica in questo tempo ha avuto una vita molto movimentata: il boom economico, le rivendicazioni sociali degli anni sessanta, gli anni di piombo, la questione morale, tangentopoli, fino ai giorni nostri, la “Seconda Repubblica”.

Oggi siamo in questa piazza per rendere omaggio a coloro i quali scelsero di tentare la via della democrazia. Ma cosa vuol dire questo?

Sotto il piano politico stiamo attraversando uno dei periodi più difficili dal dopoguerra ad oggi. Aumenta sempre più la disaffezione nei confronti del voto alle elezioni, i giovani non si organizzano e non partecipano e il distacco tra politica e cittadinanza è sempre più ampio. Lo scopo di questa giornata deve essere proprio quello di sensibilizzare i giovani, ad interessarsi, ad informarsi, ma soprattutto a partecipare, perché senza partecipazione la democrazia muore.

Invito, quindi, i miei compagni di classe e gli altri ragazzi qui presenti a cogliere l’occasione del voto di Ottobre per iniziare a informarsi. Basta poco. Comprare il giornale la domenica, leggere qualche articolo su internet o assistere a qualche assemblea. Uno sforzo minimo, ma che consente di difendere un valore grande come il potere popolare.

La grande responsabilità di quello che sta accadendo, però, è della politica. Le amministrazioni locali devo fornire ai giovani gli strumenti e gli stimoli per la partecipazione alla vita democratica. È stato recentemente approvato il piano di rilancio delle politiche giovanili, tuttavia molti spazi, come il centro giovani “La Svolta” e lo skatepark, ancora non sono stati riaperti.

Il Liceo Berto, che io rappresento, chiede a tutta l’amministrazione che si inizi a lavorare maggiormente su questi temi. L’approvazione del progetto giovani rappresenta l’inizio di un percorso ampio e partecipato. Per questo motivo speriamo di vedere una risposta positiva sia da parte dei giovani che da parte delle istituzioni.

Rendere omaggio alla repubblica non significa essere qui oggi, ma essere partecipi ed informati domani e dopodomani.

Prima di concludere mi piacerebbe riportare una frase di Enrico Berlinguer che racchiude quello che per me deve essere il vero significato della politica:

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.”

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