Io c’ero, tra le donne, con i compagni, in piazza

Io c’ero, tra le donne, con i compagni, in piazza

5 dicembre 2018 0 Di ilario

Il 30 novembre 2018, con i miei compagni delle classi terze, sono stata alla manifestazione contro la violenza sulle donne.

È stato molto bello e toccante, soprattutto perché hanno parlato, in particolare,  le professoresse e le ragazze, le donne.
La coreografia era strepitosamente bella e ricca di significato, i ballerini hanno dimostrato una grande bravura. Il monologo “mi chiamo Maria” era commovente e ha trasmesso un bel messaggio: una bambina di 10 anni, che non sa ancora che cosa la vita ha in serbo per lei, cresce, si fidanza e si sposa con un uomo violento e possessivo che la maltratta, la picchia, la umilia e infine la uccide.
Questo mi fa pensare a me e a molte mie compagne e compagni.
Molti danno per scontato che avranno un futuro sereno, i maschi sono convinti che non faranno mai del male a una ragazza inerme.
Ma allora perché ne muoiono così tante?
Eppure anche quegli assassini devono essere stati ragazzi come noi che, durante manifestazioni come quella che abbiamo fatto, magari ridevano assieme ai loro amici e amiche, prendevano in giro quelli che parlavano dicendo che non si capiva niente, deridevano coloro che cantavano con la scusa che erano stonati, e non sapevano che l’amica che parlava con loro in quel momento in futuro sarebbe stata sfigurata con l’acido proprio da loro.
Per questo dobbiamo dimostrare di essere abbastanza maturi da capire che la violenza sulle donne non è una realtà tanto lontana da noi, che fra vent’anni la nostra compagna di banco potrebbe essere all’ospedale dopo essere stata accoltellata dal nostro migliore amico.
Quindi io direi a tutti i bambini e ragazzi di mettersi in gioco per fare in modo che in futuro titoli di giornale come “presa a bastonate dal compagno e poi gettata in un cassonetto” appartengano solo agli archivi di stato e ai brutti ricordi delle nonne dei nostri figli.
E per riuscirci dobbiamo crederci.
Emma