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Il Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi

Come si impara ad essere cittadino?

 

Certo aprire un libro di “Educazione alla cittadinanza” è importante, fondamentale. Ma la pratica, si sa, è più importante ancora. Il consigliere del CCR, il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, si trova con i suoi colleghi due volte al mese, di solito dopo 5 o 8 ore di scuola, per cercare di portare concretamente il suo contributo alla comunità cui appartiene.

 

Lo fa da ragazzo, da ragazza, oppure lo fa da bambino e da bambina. Ma agisce, propone, discute, interviene rispetto ai temi che gli o le appartengono: gli spazi di aggregazione per i più piccoli, la sicurezza sulle strade, la possibilità di andare a scuola da soli. Oppure discute di come può fare qualcosa, concretamente, rispetto ai valori della solidarietà, della lotta contro la povertà e l’emarginazione.

 

Lo scorso anno, nelle scuole elementari e medie moglianesi, ogni mese sono stati raccolti quintali di generi alimentari destinati alle famiglie povere del nostro territorio comunale. Un gesto concreto, realizzato con la collaborazione importantissima della Caritas locale.

 

Non manca lo studio, la discussione: è giusto che i bambini lavorino? Certo che no, ormai tutti sono allineati su questa posizione che prevede la difesa dei bambini dal lavoro minorile. Eppure i ragazzi e le ragazze del CCR hanno incontrato, negli ultimi due anni, una realtà diversa, proveniente da paesi dell’America Latina. I NATS sono “i bambini e gli adolescenti lavoratori organizzati” che rivendicano il diritto al lavoro dignitoso, rivendicano la possibilità di contribuire al sostentamento familiare con ore di lavoro non sfruttato e con un adeguato tempo di studio.

 

Il professor Baker, americano, responsabile e dirigente dell’UNICEF italiana, ha incontrato il CCR lo scorso aprile 2010: un confronto serrato, interessante, stimolante che ha permesso ai nostri consiglieri di confrontarsi con le corrette risposte politiche rispetto ai bisogni dei bambini e degli adolescenti. Le città sostenibili non possono realizzarsi senza un fattivo contributo dei più piccoli.

 

Cittadino è colui che appartiene alla città, non colui che la piega o la sfrutta per personali interessi. I ragazzi lo sanno e chiedono coerenza agli adulti. Lo chiedono agli amministratori e ai loro insegnanti: i libri sono importanti, l’esempio e la pratica lo sono ancora di più.

 

Appartenere significa progettare, cambiare, discutere, sostenere; significa mettere in gioco le proprie posizioni e ascoltare le esigenze altrui, implica conoscere i diritti e rispettare i doveri.

 

Un consigliere per classe, alla scuola media, esce eletto dai propri compagni dopo un adeguato esercizio di democrazia, che prevede le libere elezioni e, ancor prima, la presentazione di una candidatura e di adeguate discussioni.

 

Non è teoria, bensì concreta applicazione del concetto di cittadinanza. Nella nostra scuola, da sempre sostenitrice e promotrice del CCR, i consiglieri rivolgono un forte invito ai loro docenti: credete nei ragazzi, fateli esercitare concretamente rispetto al senso civico, alla partecipazione, alla responsabilità.

 

Non è un gioco: se i ragazzi vincono, ne guadagna l’intera società.