Porrajmos

Porrajmos

25 Gennaio 2019 0 Di ilario

Si calcola che furono 500mila le persone rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista.

“Il 27 gennaio si celebra in Italia la Giornata della Memoria – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la Shoah, ma che dimentica di commemorare anche i 500.000 rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista”, si legge in una nota della 21 luglio.

“Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms”.

Il Porrajoms si divide in quattro periodi: il primo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera.

Il secondo è compreso tra il 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere.

Il terzo periodo si inaugura con un provvedimento emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”.

Infine, il quarto periodo comprende la “soluzione finale” verso i campi di sterminio.